La Gatta Cenerentola: l'adattamento

Una favola in musica in due atti ampiamente tratta da La Gatta Cenerentola di Roberto de Simone

Una scena di Lo Cunto de la Gatta Cenerentola
Una scena di Lo Cunto de la Gatta Cenerentola

Qui si racconta la storia di una Cenerentola molto particolare, una Cenerentola ambivalente e conflittuale la quale ben rappresenta quella Napoli del Seicento che, sotto il dominio straniero, si innamora del sogno di una vita diversa.

Il regista, Antonello Santagata, ha definito questa rielaborazione de “La Gatta Cenerentola” come di un’opera che rispetto all’originale ha subito delle modifiche e degli adattamenti pur conservando tutte le parti ed i canti più noti, per adeguarla alla compagnia integrata formata da decine di elementi tra i quali medici, paramedici e soprattutto pazienti. E' la messa in scena del “tutto è possibile”. “Abbiamo lasciato per intero la parte musicale – ha detto Santagata – pur aggiungendo alcuni canti inediti ed abbiamo introdotto parti nuove legate alla tradizione del nostro territorio con il riferimento, ad esempio, alle janare e a Bellezza Orsini oltre che a San Barbato.

Due le orchestre, una classica e una moderna, per uno spettacolo che, insieme, commuove e diverte. Sul palco alternando tamorre con violini, chitarra elettrica e flauto, viene rappresentata una Cenerentola doppia, “buona e cattiva, specchio del doppio che alberga in noi. Il tema è quello dell’altro, della possibilità di un’esistenza diversa, del sogno che diventa realtà, di vite che si risvegliano. Il paziente diventa attore della propria vita e non pedina”.

venerdì 1 aprile 2011